L’etnia coreana di YanBian

In Cina ci sono 56 etnie oltre all’etnia Han (quella principale), tutte chiamate etnie minori, come ad esempio l’etnia Man, Miao, l’etnia russa, coreana eccetera.

L’etnia coreana non è costituita da abitanti indigeni cinesi, ma da immigrati provenienti dalla penisola coreana.

Primi periodi di immigrazione:

A partire dalla metà del 19° secolo (dinastia Qing), è iniziato il flusso migratorio dalla penisola coreana, e furono proprio questi primi migranti a costituire l’etnia coreana tuttora presente in Cina. In quel momento in Corea il governo praticava un sistema feudale crudele. A partire dal 1869, quando nel nord della penisola coreana si susseguirono diversi disastri naturali, una piccola parte di contadini coreani attraversò i fiumi Yalu e Tumen, e arrivò in Cina, dove si stabilirono ed entrarono a contatto con le altre etnie (Man, Han eccetera). Tuttavia questi primi migranti erano poco numerosi e non erano abitanti fissi, infatti arrivavano in primavera e tornavano in Corea in autunno.

Man mano che in Corea le invasioni Giapponesi si aggravavano, i coreani sempre più numerosi attraversavano il confine e arrivavano nel nord-est della Cina. Secondo alcune stime nel 1870 a nord del fiume Yalu c’erano circa 28 paesini di etnia coreana, nel 1881 nella regione di YanBian gli abitanti coreani erano 10.000, nel 1883 37.000.

Integrazione tra etnie in Cina:

Negli anni Sessanta dell’Ottocento, la dinastia Qing vietò l’ingresso agli immigrati coreani. Tuttavia per sviluppare le zone del confine, nel 1881 venne istituito nella regione di YanBian un “ufficio di clemenza”: tutti gli immigrati di etnia coreana potevano recarsi in questo ufficio, e diventare cittadini cinesi. Nel 1885 il governo Qing costituì una cosiddetta “zona di clemenza” lunga 350 km e larga 25 km, che si estendeva nei pressi del fiume di Tumen; in questo modo la migrazione della popolazione coreana in Cina diventò più semplice.

Nel 1910 il Giappone invase la penisola coreana, e tanti patrioti coreani per protestare contro l’imperialismo giapponese si recarono in Cina, e iniziarono movimenti di indipendenza e rivoluzioni. Così nel 1918 l’etnia coreana in Cina raggiungeva le 36.000 persone.

Difendere la patria:

In Cina l’etnia coreana era famosa per le proteste e lo spirito di resistenza, così quando nel 1906 i giapponesi arrivarono nella zona da loro abitata (nord-est della Cina), i coreani avevano già organizzato varie attività anti-giapponesi. Alcuni intellettuali costituirono delle scuole di etnia coreana che diventarono il simbolo della resistenza e della propaganda sull’anti-imperialismo giapponese.

Sotto influenza delle attività rivoluzionarie del socialismo dell’Unione Sovietica, l’etnia coreana continuò su larga scala la lotta contro i giapponesi a Yanji e a Longjing, e il 13 marzo 1919 venne costituita una vera e propria società armata. Nello stesso momento diverse scuole medie di etnia coreana (dove si studiava in lingua coreana) e la scuola Han (ossia cinese) si unirono al movimento Cinque-Quattro (gran movimento di studenti in Cina).

Negli anni Venti del Novecento, il Marxismo iniziò ad influenzare la comunità coreana, e gli intellettuali coreani iniziarono a studiare il Marxismo; nacquero così i primi comunisti di etnia coreana.

Nella guerra con il Giappone, le vittime di etnia coreana si stimano intorno alle 14.512 persone.

Nel novembre del 1945, in Cina scoppiò la guerra civile tra comunisti e nazionalisti. L’etnia coreana appoggiava Mao (cioè i comunisti) perché Mao acconsentiva al riconoscimento dell’etnia coreana come etnia cinese. Dal luglio del 1946 all’aprile del 1948 ci fu infatti una riorganizzazione del territorio grazie alla quale l’etnia coreana ottenne un vero e proprio territorio, che per i contadini era molto importante. Tra il 1946 e il 1948 circa 52.000 coreani parteciparono alla guerra civile appoggiando i comunisti. Fu una guerra che vide combattere padri e figli, fratelli uniti contro nemico. In questa guerra morirono circa 3.041 persone di etnia coreana.

Nel 1950 scoppiò la guerra di Corea; sia militari cinesi che militari di etnia coreana parteciparono alla guerra appoggiando la Corea del nord. I morti di etnia coreana furono circa 7.773.

La regione di YanBian è detta “SHAN SHAN JINDALAI, CUN CUN LIESHIBEI” (montagna montagna fiore azalea, paesino paesino monumento dei martiri). Infatti tra tutte le etnie in Cina, quella coreana è quella che più di tutte lottò per liberare il paese e costituire la Cina moderna. E’ così che un’etnia venuta da fuori dal paese ha preso posizione in Cina, ed è oggi riconosciuta alla pari delle altre etnia nate all’interno del paese.

Il 3 settembre 1952 venne istituita la regione dell’etnia coreana di YanBian, ed infatti a Yanbian il 3 settembre è la ricorrenza più importante dopo il capodanno cinese.

Attualmente l’etnia coreana in Cina mantiene la lingua, la cultura, gli usi e i costumi; nella regione di YanBian c’è l’unica università in Cina che offre corsi in lingua coreana, e anche per quanto riguarda l’educazione, dalla scuola elementare fino al liceo tutti i corsi sono in lingua coreana. A scuola si studia anche la lingua cinese, l’etnia coreana in Cina è infatti bilingue. I coreani cinesi amano cantare e ballare, i principali sport sono il wrestling (chiamato SSiRum) ed il calcio (nella super league cinese c’è infatti la squadra di Yanbian costituita per più del 95% da giocatori di etnia coreana). Infine, l’etnia coreana ama gli alcolici, in particolare la birra.

Per quanto riguarda la cucina dell’etnia coreana, arriva in parte dalla cucina tradizionale della penisola coreana, ed in parte è stata influenzata dalla cucina tipica della Corea del Sud, che ha sviluppato la cultura alimentare.

Gli spiedini che serviamo nel nostro ristorante sono proprio quelli tipici del nostro paesino di Yanbian.

 scritto da Yinbo Cui (laurea triennale in  Mediazione Linguistica e Culturale presso Unimi)

corretto da Giorgia Lapertosa  (laurea magistrale in Lingue e Culture per la Comunicazione e la Cooperazione internazionale Unimi)